Agromafie

14 miliardi di euro di cui la metà provenienti dalla produzione agricola: sono queste le esorbitanti cifre associate all’agromafia, criminalità organizzata che controlla l’intera filiera agroalimentare. Un danno che l’Italia non può e non deve permettersi.

Dalla produzione agricola all’arrivo della merce nelle piattaforme logistiche, dai mercati all’ingrosso alla grande distribuzione, dal confezionamento alla commercializzazione, l’agromafia e i comportamenti criminali (contraffazione e imitazioni del Made in Italy, italian sounding, smaltimento dei rifiuti, caporalato e sfruttamento dei lavoratori) si sono diffusi nel territorio italiano traducendosi in un impoverimento dell’economia dei territori e nella mancanza di sicurezza sociale dei cittadini.
Dobbiamo contrastare questo fenomeno con una filiera produttiva trasparente, tracciata, certificata e rigorosamente Made In Italy, in tutte le fasi e in tutti i territori, dall’origine del prodotto al consumatore finale. Al contempo perseguire i comportamenti criminali con una grande alleanza delle forze dell’ordine, di polizia, del corpo forestale e di tutela ambientale. Lo Stato ha scelto di affrontare senza tentennamenti questa battaglia e solo unendo le competenze e stando sul territorio potremo vincerla. Per affrontare la criminalità organizzata e raffinata, forte di una rete diffusa nel territorio, dobbiamo intensificare la forza di rete dello Stato, aumentare le competenze di contrasto, lavorare fianco a fianco tra tutte le forze protagoniste.

I miei impegni contro le agromafie:

– operare per il coordinamento di tutti i soggetti preposti al contrasto a contraffazioni, frodi e mafie, prevedendo scambio di informazioni e azioni congiunte;

– potenziare il sistema di controlli su prodotti e filiere di produzione, anche attraverso nuovi strumenti di tracciabilità e registri integrati dei controlli;

– collaborare con l’Osservatorio contro le agromafie (presieduto da Giancarlo Caselli), con l’Osservatorio Placido Rizzotto contro le agromafie e il caporalato e con le altre strutture promosse da imprese e sindacati per indagare sul tema e proporre iniziative legislative in merito;

– sostenere Libera e ogni altra organizzazione della società civile impegnata per sostenere quanti si oppongono alle mafie;

– assumere provvedimenti per sostenere l’assegnazione di terreni e beni sottratti alle agromafie alle organizzazioni sociali e garantirne la riconversione.



Ritorna in cima alla pagina